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Morcote

Domenica 21 ottobre, Domenico Pozzovivo è ritornato a Bagnoli Irpino, in quella terra che per la prima volta l'ha visto alzare le braccia al cielo in una corsa rosa. Era il 2012 e Domenico Pozzovivo si prendeva il suo primo podio al Giro nella tappa Sulmona - Lago Laceno. Da allora, circondato dall'affetto dei residenti e dalle sensazioni magiche di quel posto, il campione lucano torna ogni anno in occasione della Sagra delle Castagne e del Tartufo. L'evento, ormai alla 40ima edizione, è diventato uno degli appuntamenti autunnali più apprezzato e di richiamo non solo per i buongustai. Durante la manifestazione, infatti , oltre al Tartufo Nero di Bagnoli, alla Castagna di Montella e altre prelibatezze locali, si possono trovare svariati prodotti di artigianato locale, godere di tour guidati nel centro storico di Bagnoli o partecipare ad attività e giochi. Qui, tra una degustazione, qualche foto e lunghe chiacchierate con amici ritrovati, Domenico ha deciso di godersi uno dei pochi attimi di tranquillità e spensieratezza che un professionista possa permettersi.

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Chiusura di stagione, galà di premiazione del Trofeo dei Parchi Naturali, finalissima XLEGEND, ultima gara del brevetto “I Fiori” e gara di investitura dei Campioni Italiani Granfondo CSAIN: il 2017 si preannunciava già un anno molto ricco per la Marathon del Vulture, ma con la partecipazione di Domenico Pozzovivo, intervenuto nelle fasi di premiazione ed investitura del sabato sera e grande protagonista domenica ai nastri di partenza, i ragazzi del “Velocifero” hanno saputo dare quel tocco in più per creare un evento di gran richiamo per il mondo delle ruote grasse centro-meridionale. I 500 partenti, il clima di festa e i pareri positivi di quanti hanno corso tra i sentieri dell’aglianico, ne sono stata la conferma.

Con il peso delle finali addosso e il bagaglio di aspettative nei suoi confronti, Luigi Ferritto (ASD TEAM GIANNINI), grande favorito di giornata, si è presentato ai nastri di partenza teso come una corda di violino e nemmeno la presenza dell’amico Domenico ha potuto allentare quella tensione. Alzare per l’ultima volta nel 2017 le braccia al cielo era un obiettivo da non mancare: 9 vittorie sono tante per la miglior stagione del campano, ma chiudere con la doppia cifra è tutta altra storia. [read more]

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Quello del 25 giugno è stato un lungo week-end di sport nella piccola località lucana di Terranova di Pollino. I primi a mettersi in sella, infatti, sono stati i ragazzi dai 7 ai 12 anni impegnati nel “1° Meeting Giovanissimi TPN”, una manifestazione fortemente voluta dalla “Pollino Marathon” che, oltre a ricevere campioni, vuole iniziare a crearne di nuovi. A farsi da esempio di sacrificio, talento e successi, il campione lucano, Domenico Pozzovivo che, nonostante gli impegni professionali, ha deciso di onorare questa manifestazione, consapevole dell’importanza per i più piccoli di essere incitati e indirizzati da chi, come lui, uscendo da una piccola realtà, è riuscito a ricavarsi uno spazio nel mondo dei professionisti.

Sarà stato il ritrovato calore del sud, o la voglia di rimettersi in sella ritrovando il piacere e la calma di una sana pedalata immune dalla pressione agonistica, ma il ciclista lucano, che avrebbe dovuto salutare la manifestazione dopo aver premiato i giovanissimi, non ha saputo resistere alla tentazione di rimanere a Terranova di Pollino e presentarsi in griglia alla “XVII Pollino Marathon”.
In sella ad un mezzo procuratogli poche ore prima della partenza, il capitano dell'AG2r ha preso il via insieme ai 500 partecipanti della manifestazione. Nei primi chilometri ha iniziato a dettare un ritmo forsennato che ha dato filo da torcere agli atleti di testa. Marco D’Agostino si è fatto lanciare da questa azione per poi mettersi subito in testa e condurre la corsa in solitaria. Dopo i primi chilometri di forcing, Pozzovivo ha iniziato a rallentare il ritmo in vista della preparazione che lo vedrà impegnato per i prossimi giri, il “Tour de Pologne” e la “Vuelta”.

La 17ima Marathon del Pollino si è conclusa con un bottino pieno per la Carbonhubo, con Marco D'Agostino vincitore solitario del percorso Marathon e la stella nascente del team bresciano, Francesco Favale in testa alla Gran Fondo di 45 km. Nei giorni in cui la comunità di Terranova ha celebrato Domenico Pozzovivo, reduce dal suo miglior Giro d’Italia e un Tour de Suisse che lo ha visto vincitore di tappa e contendente del podio finale fino all’ultima crono, vedere Favale ancora una volta con le braccia al cielo, ha fatto sognare un po' tutti su una possibile carriera del giovane conterraneo di Pozzovivo.

E’ come sempre in un’aria di festa che si è conclusa la 17ima edizione della Pollino Marathon, un’edizione che non sarà stata un tripudio di numeri ma che ha raggiunto un livello organizzativo e una partecipazione emotiva davvero unici. La presenza di Pozzovivo ha emozionato atleti, accompagnatori e organizzatori. La sua voglia di partecipare è stata l’ennesima dimostrazione che nel ciclismo, come in qualsiasi altro sport, il cuore è ciò che fa la differenza.

Published in News 2017

Sabato 14 ottobre, Domenico Pozzovivo è sceso dalla sua bicicletta per incontrare ragazzi disabili impegnati in varie attività sportive nella Palestra Riabilitativa dell'Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza. Qui, un anno fa, prendeva il via "Lo sport attraverso i sensi", un progetto di avvio allo sport e all'attività paralimpica, nato in collaborazione con il "Comitato Italiano Paralimpico" e il programma "Prendiamo a calci la malattia".

Il dialogo tra i ragazzi, il dott. Gennaro Gatto, referente del progetto, e il campione lucano, ha dato spunto a momenti di riflessione sulla valenza sociale ed educativa dello sport in tutte le sue forme: come attività agonistica e professionale, pratica riabilitativa, riqualificazione del tempo libero, ma soprattutto, come dimensione per la realizzazione di se stessi. Il dott. Gatto, approfittando della presenza di Domenico Pozzovivo, si è rivolto ai suoi ragazzi con queste parole: "quando inizia la salita, allora non puoi nasconderti, e bisogna uscirne fuori". Lo sa bene lo scalatore lucano che di salite ne ha affrontate molte, proprio come i ragazzi incontrati al San Carlo. Lo sport è anche loro, come lo è il sogno di poter diventare un campione nella propria disciplina.

L'attenzione poi si è spostata sul lato tecnico dell'attività sportiva: la preparazione atletica e le specifiche sull'attività di allenamento di un professionista sono stati i temi al centro delle curiosità dei ragazzi. L'incontro non poteva che terminare con uno scambio di omaggi tra le parti, foto, autografi e, soprattutto, tanti sorrisi.

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di Valentina Conte
05 settembre 2017
#vuelta

LOGRONO - Nella mattinata di oggi, tutti i corridori si sono susseguiti lungo i 40.2 km di circuito, per la consueta ricognizione del percorso. Non hanno preso parte al via due corridori dell'Ag2r La Mondiale: un video anonimo che li immortala mentre fanno traino è diventato subito virale, immediata la reazione della squadra, che decide la loro espulsione. Attesissime le prestazioni dei più forti in questa specialità, ma soprattutto i leaders.La partenza è stata dal "Circuito de Navarra", con i corridori che hanno percorso 6 km all'interno dello stesso circuito, poi uscita da quest'ultimo ed arrivo a Los Arcos, attraverso le località Torres del Rio e Viana. La prima parte si è presentata  totalmente piatta, la fase centrale di crono invece in leggera salita che si è conclusa una volta transitati a Torres del Rio, da qui diverse curve hanno condotto i corridori a Viana. Gli ultimi chilometri sono stati in costante discesa, con lunghi rettilinei fino alla cittadina di Logroño, preceduta da due curve a gomito. Il primo rilevamento cronometrico è stato stabilito al km 13, mentre il secondo al km 27. I corridori si sono susseguiti in ordine inverso alla generale, ma l'attesa più grande è stata per chi ambisce alla Roja. Ottima prestazione per Contador che fa segnare 3 secondi di vantaggio su Tobias Ludvigsson (FDJ) ai meno 13 km, per poi chiudere una ottima ultima crono di carriera e salire in quinta posizione nella generale. Giornata no per Chaves, che scende nono nella generale, ed Aru in settima. Froome al primo rilevamento fa registrare 2" meglio del nostro Nibali, recuperando sempre più fino a superare Kelderman di 29" e Nibali di 57", portando a casa la tappa ed imponendosi su questa Vuelta.

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di Valentina Conte
03 settembre 2017
#vuelta

SIERRA NEVADA (Spagna) - La seconda settimana della Vuelta si chiude con una tappa durissima. Sono stati solo 129,4 i chilometri fra Alca La Real e Sierra Nevada, ma il verdetto emesso al loro termine, è stato severo. Se i primi 57 chilometri sono stati quasi pianeggianti, una volta raggiunta la località di Pinos Genil la strada è iniziata a salire con il GPM di Alto de Hazallanas. Una salita di 16,3 km, con pendenza media del 5,5%, influenzata però da un tratto in discesa. Come previsto la tappa si è rivelata esplosiva sin dalle prime battute: al comando Armee (Lotto Soudal) con 25" sul primo inseguitore Stephane Rossetto (Cofidis), 40" su Trentin (Quick-Step) e 50" su Edward Theuns (Trek-Segafredo). Più indietro a 1'14" un quartetto formato da Steven Kruijswijk (Team LottoNL - Jumbo), Bardet (AG2R), Adam Yates (ORICA-Scott) e Oliveira (Movistar). Infine il plotone a 3'. Subito dopo lo scollinamento, una discesa ha condotto i corridori ai piedi dell’Alto del Purche, e dunque nel vivo della corsa: salita di 8,5 km, con una pendenza media dell’8%. Ai meno 26 km, è partito Alberto Contador (Trek-Segafredo) che con Lopez (Astana Pro Team) hanno ripreso Bardet, il quale non aveva tenuto il ritmo di Yates. Una volta superato il GPM però, la strada è continuata a salire fino al traguardo: 19,3 chilometri con pendenza media del 5,6%. Qui Lopez ha staccato Alberto Contador e Bardet, riprendendo anche Yates e portando a casa la tappa. Uscito al suo inseguimento, Zakarin ha tagliato secondo il traguardo, impondendosi terzo nella generale. Anche Lopez recupera posizioni, scavalcando il compagno Aru.

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di Valentina Conte
02 settembre 2017
#vuelta

Tappa decisiva quella numero 14 de La vuelta'17. Dopo un sospiro di sollievo, i leaders hanno affrontato la Ecjia- Sierra la Pandera, con i suoi 175 km e arrivo in quota a 1.850 metri. Inizio di tappa semplice con lungo falsopiano fino a Lucena, al km 65. Dieci gli uomini in fuga: Majka, Konrad (Bora-Hansgrohe), Gougeard (AG2R), Clarke, Villella (Cannondale), Rui Costa (UAE Team Emirates), De Clercq (Lotto), Luis Angel Mate (Cofidis), Stefan Denifl (Aqua Blue Sport) e Vilela (Manzana Postobon). Poco dopo è iniziata la prima salita di giornata: il Puerto El Mojon, gpm di terza categoria, 8.8 chilometri al 3.7%. Davide Villella è stato il primo a transitare. Breve discesa dal chilometro 85 al chilometro 91, poi rifornimento e falsopiano di circa 50 km fino all'imbocco del secondo Gpm, il Puerto Locubin, 8.5 chilometri al 4.8% di pendenza media. A fare l'andatura non soltanto il team Sky, ma anche Trek, Bahrain- Merida, Katusha e Quick-Step, per ridurre il gap. In cima sono mancati 24 chilometri al traguardo, breve discesa e poi salita finale fino a Sierra la Pandera: 12 km al 7.3% con punte del 13% al chilometro 9 di ascesa. Dopo una spianata, l'arrivo, mentre l'ultima rampa finale è stata dell'8%.
Ai meno 3 km si è formato un quartetto con Nibali, Chaves, Contador e Carapaz, ma lo Squalo si è scatenato partendo più volte. All'ultimo km la situazione si è ricompattata mentre Majka, in fuga dal mattino, è andato a prendersi la tappa: Froome, Lopez, Nibali, Contador, Zakarin, Chaves e Kelderman. Seconda posizione per Lopez, terzo Nibali che prende 4'' di abbuono. La Roja resta sulle spalle del Keniano, ma il nostro Nibali è a soli 55".

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di Valentina Conte
01 settembre 2017
#vuelta

La Vuelta 2017 è giunta alla tappa 13 e oggi è toccato alle squadre dei velocisti lavorare per conquistare la vittoria. Il percorso della frazione odierna, 198,4 km da Coín a Tomares, è stato dunque adatto alle ruote veloci, facendo tirare un respiro di sollievo ai leaders. Ai meno 195 km dall'arrivo sono riusciti ad andarsene in 5 dal plotone. I primi fuggitivi a muoversi sono stati Villella (Cannondale), Gougeard (AG2R), Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e Courteille (FDJ), ai quali si è aggiunto in un secondo momento De Marchi (BMC). La prima metà del percorso è stata abbastanza frastagliata e ha presentato l’unico gran premio della montagna di giornata, l’Alto de Ardales, posto al km 27. A transitare per primo al gpm, una salita di 7,2 km con una pendenza media del 4,3%, Davide Villella (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team) che ha rafforzato la leadership della propria maglia a pois, lasciando poi la fuga. La LottoNL-Jumbo ha dato man forte alla Sky in testa al gruppo, insieme alla Quick-Step del nostro Trentin, controllando il vantaggio dei fuggitivi, mantenendoli sempre al di sotto dei 4'. Dal km 75 un alternarsi di discesa e pianura ha condotto i corridori al piccolo dislivello finale di 3000 metri. In una caduta finiscono a terra Bert-Jan Lindeman (Team LottoNL-Jumbo) e Jetse Bol (Manzana Postobon) che sono riusciti a rientrare, mentre i francesi in fuga hanno perso terreno sulla coppia De Gent- Demarchi. Riassorbiti tutti dal gruppo, la volata è stato un derby tutto italiano: Trentin, già vincitore di 2 tappe, ha avuto la meglio su Moscon, dimostrando in questa vuelta la sua classe.

Published in Vuelta 2017

Alle 13:36 è arrivato lo start ufficiale da Motril per la tappa dodici de La Vuelta. Dopo 2 giorni di pioggia, le temperature miti hanno accompagnato la prima delle 4 tappe andaluse. Il percorso è stato disegnato per alleviare le fatiche della tappa di ieri, che ha visto risalire in seconda posizione della generale Nibali (Team Bahrain Merida). Nella prima parte i corridori hanno percorso 85 km completamente piatti. In questa frazione, si è consolidato il gruppo dei fuggitivi: Edward Theuns (Trek-Segafredo), Jose Joaquim Rojas (Movistar), Pawel Poljanski, Andreas Schillinger (Bora-Hansgrohe), Julien Duval (AG2R), Brendan Canty (Cannondale), Michael Morkov (Katusha-Alpecin), Stef Clement (LottoNL-Jumbo), Jan Polanc (UAE), Tomasz Marczynski (Lotto Soudal), Omar Fraile (Dimension Data), Anthony Perez (Cofidis), David Arroyo (Caja Rural), Peter Koning (Aqua Blue Sport). In seguito i corridori si sono diretti nell'entroterra, raggiungendo Puerto del Leon, 20 km di salita al 4.5%. È stato Jose Joaquin Rojas Gil (Movistar) a transitare per primo dal Puerto del Leon, mentre il vantaggio dei battistrada si è tenuto superiore agli 8'. La seguente discesa, ha condotto alla seconda ed ultima asperità di giornata, il Puetro del Torcal: qui Contador ha sferrato un eccellente attacco. Due cadute coinvolgono Froome sul finale e Contador e Nibali riescono a guadagnare secondi preziosi, mentre Tomasz Marczynski porta a casa la tappa 12.

Published in Vuelta 2017

Tappa di 187.5 km quella numero 11 della Vuelta. Arrivo in quota in cui le salite in programma sono state affrontate tutte nel finale, con partenza da Lorca. La strada si è presentata fin da subito in salita per circa 10 km, a cui è seguita una lunga discesa che ha riportato il gruppo verso la costa mediterranea. In questa frazione ancora nessuna fuga è riuscita a prendere il largo.
Arrivati ad Aguillas e seguendo il mare, il plotone è transitato per le località di Villaricos, Garrucha, Mojacar e Turre. In questi frangenti una fuga di 14 uomini è riuscita ad allontanarsi:
Hernandez (Dimension Data)
Luis Angel Mate Mardones (Cofidis)
Romain Bardet (AG2R)
Sander Armee (Lotto)
Antwan Tolhoek (LottoNL - Jumbo)
Matej Mohoric (UAE)
Giovanni Visconti (Bahrain Merida)
Bernardo Suaza (Manzana Postobon)
Antonio Pedrero (Movistar)
Simon Clarke (Cannondale)
Lennard Hofstede ( Sunweb)
Conor Dunne (Aqua Blue Sport)
Alessandro De Marchi (BMC Racing Team) e Bob Jungels (Quick-Step).
Da qui la strada è iniziata a salire lentamente, con i corridori che subito dopo il rifornimento fisso hanno incontrato lo sprint intermedio (S), fissato a Sorbas dopo 103.4 km. In questo frangente viene comunicato il ritiro del nostro Domenico Pozzovivo (Ag2rLM), la sua condizione segnata dalla caduta, non gli ha consentito di terminare la tappa numero 11 e dunque la corsa. La
prima posizione al TV è andata a Matej Mohoric (UAE Team Emirates).
Transitato poi il gruppo con 4'22'' di ritardo. Dopo un tratto mosso i fuggitivi hanno affrontato la prima salita del giorno, l’Alto de Velefique, un GPM di prima categoria con i suoi 13.2 km ed un un dislivello medio dell’ 8.6%. Il loro vantaggio è stato drasticamente ridotto dal lavoro della Orica, riportandolo sui 2 minuti.
Il gruppetto dei battistrada ha iniziato a ridursi di unità. Arrivati a quota 1800 metri, hanno affrontato una lunga ed impegnativa discesa verso l’inizio della seconda ed ultima asperità, che ha portato la carovana
al traguardo posto in cima all’Osservatorio Astronomico di Calar Alto, la vetta più alta della Sierra de Los Filabres.
Il gruppo si è riportato sulla fuga durante la salita, franzionandosi in tre parti: davanti troviamo Vincenzo Nibali con Agnoli, Contador e la maglia Rossa sempre più salda sulle spalle del keniano bianco. Aru purtroppo resta distaccato nel successivo drappello. Eccezionale Nibali che nell'ultimo km ha sferrato i suoi attacchi, ripreso dal Colombiano Lopez che si è diretto in solitaria sul traguaguardo.

Published in Vuelta 2017
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