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Morcote

di Valentina Conte
08 settembre 2017
#vuelta
 
Suances, 7 settembre 2017 - Dopo i muri al 26% della tappa 17, la Vuelta 2017 ha proposto una frazione adatta alle fughe, ma piuttosto insidiosa. 169 chilometri da Suances a Santo Toribio de Liebana e 4 Gpm racchiusi in soli 70 km. Partenza con un lungo sali e scendi fino al rifornimento al chilometro 86, con diversi strappetti non segnalati come Gpm. Situazione stazionaria sulla prima salita di giornata al chilometro 104 con il Collada de Carmona, 4.8 chilometri al 7.2% di pendenza media. 
Ai piedi della salita, venti gli uomini nel gruppo dei fuggitivi,  il cui vantaggio ha superato gli 11 minuti ai meno 60 km dal traguardo. Discesa di sei chilometri e subito dopo, la carovana ha affrontato il secondo Gpm con il Collada de Ozalba, 6 chilometri al 6.6% di pendenza media. Eccellente il lavoro di Julian Alaphilippe (Quick-Step) che  si staccato ma prontamente riportato sui fuggitivi ai meno 50 km. Dopo una breve discesa ancora salita con il Collada de la Hoz, 7 chilometri al 6% di pendenza media. Qui si è infiammata la corsa per merito di Alberto Contador (Trek-Segafredo) seguito da Fabio Aru, facendo esplodere il gruppo. Anche Nibali ha allungato nei 17 km successivi di discesa. Un esplosivo Contador, che in questa Vuelta sta regalando le ultime emozioni. Arrivati a La Hermida la strada è iniziata a salire fino all'inizio dello strappo finale dell'Alto de Sto, 3.2 chilometri al 6.9%. Froome, dopo le titubanze di ieri, non risparmia la sua frullata assieme ad un indomato Contador, leggero cedimento invece da parte del nostro Nibali. Il belga Sander Armee, il migliore degli uomini in fuga,  porta a casa la tappa 18.
Published in Vuelta 2017

Ancora una tappa importante quella numero 17 de La Vuelta. L’arrivo sulla salita de Los Machucos ha influenzato la generale con un percorso molto duro. I suoi 180,5 km possono essere analizzati tecnicamente in due parti: i primi 90 km mossi, in cui ha preso il via la fuga con Villella (Cannondale), Alaphilippe (Quick-Step Floors), Daniel Moreno Fernandez (Movistar), Stefan Denifl (Aqua Blue Sport), De Marchi (BMC) e Nielsen (ORICA-Scott). Successivamente la strada è iniziata a salire verso il Portillo de Lunada, gpm di 2 categoria con i suoi 8,3 km. A transitare per primo Davide Villella, che rafforza la sua leadership da scalatore. Dopo lo scollinamento i corridori hanno affrontato una lunga discesa sotto la pioggia e la scarsa visibilità ha causato scompiglio tra i fuggitivi. Qui Nibali ha allungato di alcuni metri, rientrando però nei ranghi. A seguire un tratto in pianura che si è concluso a 30 chilometri dal traguardo, quando si è entrati nel vivo della tappa. Ai meno 6 km uno spettacolare Contador ha provato il colpaccio allungando, ha recuperato tempo metro dopo metro mentre la strada s'impennava a vista d'occhio, riacciuffando tutti i fugitivi a meno di Denifl. Anche Nibali esce dal gruppetto della Roja cercando di recuperare secondi. A portare a casa la vittoria è stato Stefan Denifl (Aqua Blue) dietro di lui uno scatenato Contador a 28". Nibali, giunto assieme a Lopez, Zakarin e Majka a 1'05'', guadagna 42" su Froome. Fabio Aru (Astana) invece scende purtroppo in nona posizione.

 
Published in Vuelta 2017

di Valentina Conte
02 settembre 2017
#vuelta

Tappa decisiva quella numero 14 de La vuelta'17. Dopo un sospiro di sollievo, i leaders hanno affrontato la Ecjia- Sierra la Pandera, con i suoi 175 km e arrivo in quota a 1.850 metri. Inizio di tappa semplice con lungo falsopiano fino a Lucena, al km 65. Dieci gli uomini in fuga: Majka, Konrad (Bora-Hansgrohe), Gougeard (AG2R), Clarke, Villella (Cannondale), Rui Costa (UAE Team Emirates), De Clercq (Lotto), Luis Angel Mate (Cofidis), Stefan Denifl (Aqua Blue Sport) e Vilela (Manzana Postobon). Poco dopo è iniziata la prima salita di giornata: il Puerto El Mojon, gpm di terza categoria, 8.8 chilometri al 3.7%. Davide Villella è stato il primo a transitare. Breve discesa dal chilometro 85 al chilometro 91, poi rifornimento e falsopiano di circa 50 km fino all'imbocco del secondo Gpm, il Puerto Locubin, 8.5 chilometri al 4.8% di pendenza media. A fare l'andatura non soltanto il team Sky, ma anche Trek, Bahrain- Merida, Katusha e Quick-Step, per ridurre il gap. In cima sono mancati 24 chilometri al traguardo, breve discesa e poi salita finale fino a Sierra la Pandera: 12 km al 7.3% con punte del 13% al chilometro 9 di ascesa. Dopo una spianata, l'arrivo, mentre l'ultima rampa finale è stata dell'8%.
Ai meno 3 km si è formato un quartetto con Nibali, Chaves, Contador e Carapaz, ma lo Squalo si è scatenato partendo più volte. All'ultimo km la situazione si è ricompattata mentre Majka, in fuga dal mattino, è andato a prendersi la tappa: Froome, Lopez, Nibali, Contador, Zakarin, Chaves e Kelderman. Seconda posizione per Lopez, terzo Nibali che prende 4'' di abbuono. La Roja resta sulle spalle del Keniano, ma il nostro Nibali è a soli 55".

Published in Vuelta 2017

Alle 13:36 è arrivato lo start ufficiale da Motril per la tappa dodici de La Vuelta. Dopo 2 giorni di pioggia, le temperature miti hanno accompagnato la prima delle 4 tappe andaluse. Il percorso è stato disegnato per alleviare le fatiche della tappa di ieri, che ha visto risalire in seconda posizione della generale Nibali (Team Bahrain Merida). Nella prima parte i corridori hanno percorso 85 km completamente piatti. In questa frazione, si è consolidato il gruppo dei fuggitivi: Edward Theuns (Trek-Segafredo), Jose Joaquim Rojas (Movistar), Pawel Poljanski, Andreas Schillinger (Bora-Hansgrohe), Julien Duval (AG2R), Brendan Canty (Cannondale), Michael Morkov (Katusha-Alpecin), Stef Clement (LottoNL-Jumbo), Jan Polanc (UAE), Tomasz Marczynski (Lotto Soudal), Omar Fraile (Dimension Data), Anthony Perez (Cofidis), David Arroyo (Caja Rural), Peter Koning (Aqua Blue Sport). In seguito i corridori si sono diretti nell'entroterra, raggiungendo Puerto del Leon, 20 km di salita al 4.5%. È stato Jose Joaquin Rojas Gil (Movistar) a transitare per primo dal Puerto del Leon, mentre il vantaggio dei battistrada si è tenuto superiore agli 8'. La seguente discesa, ha condotto alla seconda ed ultima asperità di giornata, il Puetro del Torcal: qui Contador ha sferrato un eccellente attacco. Due cadute coinvolgono Froome sul finale e Contador e Nibali riescono a guadagnare secondi preziosi, mentre Tomasz Marczynski porta a casa la tappa 12.

Published in Vuelta 2017

Tappa di 187.5 km quella numero 11 della Vuelta. Arrivo in quota in cui le salite in programma sono state affrontate tutte nel finale, con partenza da Lorca. La strada si è presentata fin da subito in salita per circa 10 km, a cui è seguita una lunga discesa che ha riportato il gruppo verso la costa mediterranea. In questa frazione ancora nessuna fuga è riuscita a prendere il largo.
Arrivati ad Aguillas e seguendo il mare, il plotone è transitato per le località di Villaricos, Garrucha, Mojacar e Turre. In questi frangenti una fuga di 14 uomini è riuscita ad allontanarsi:
Hernandez (Dimension Data)
Luis Angel Mate Mardones (Cofidis)
Romain Bardet (AG2R)
Sander Armee (Lotto)
Antwan Tolhoek (LottoNL - Jumbo)
Matej Mohoric (UAE)
Giovanni Visconti (Bahrain Merida)
Bernardo Suaza (Manzana Postobon)
Antonio Pedrero (Movistar)
Simon Clarke (Cannondale)
Lennard Hofstede ( Sunweb)
Conor Dunne (Aqua Blue Sport)
Alessandro De Marchi (BMC Racing Team) e Bob Jungels (Quick-Step).
Da qui la strada è iniziata a salire lentamente, con i corridori che subito dopo il rifornimento fisso hanno incontrato lo sprint intermedio (S), fissato a Sorbas dopo 103.4 km. In questo frangente viene comunicato il ritiro del nostro Domenico Pozzovivo (Ag2rLM), la sua condizione segnata dalla caduta, non gli ha consentito di terminare la tappa numero 11 e dunque la corsa. La
prima posizione al TV è andata a Matej Mohoric (UAE Team Emirates).
Transitato poi il gruppo con 4'22'' di ritardo. Dopo un tratto mosso i fuggitivi hanno affrontato la prima salita del giorno, l’Alto de Velefique, un GPM di prima categoria con i suoi 13.2 km ed un un dislivello medio dell’ 8.6%. Il loro vantaggio è stato drasticamente ridotto dal lavoro della Orica, riportandolo sui 2 minuti.
Il gruppetto dei battistrada ha iniziato a ridursi di unità. Arrivati a quota 1800 metri, hanno affrontato una lunga ed impegnativa discesa verso l’inizio della seconda ed ultima asperità, che ha portato la carovana
al traguardo posto in cima all’Osservatorio Astronomico di Calar Alto, la vetta più alta della Sierra de Los Filabres.
Il gruppo si è riportato sulla fuga durante la salita, franzionandosi in tre parti: davanti troviamo Vincenzo Nibali con Agnoli, Contador e la maglia Rossa sempre più salda sulle spalle del keniano bianco. Aru purtroppo resta distaccato nel successivo drappello. Eccezionale Nibali che nell'ultimo km ha sferrato i suoi attacchi, ripreso dal Colombiano Lopez che si è diretto in solitaria sul traguaguardo.

Published in Vuelta 2017

EL POZO - Dopo la prima giornata di riposo fra gli scenari della baia di Alicante, è andata in scena la tappa numero 10: Caravaca-El Pozo. Dopo la partenza, i corridori hanno affrontato una prima fase in quota, senza troppe difficoltà altimetriche ma sotto una pioggia che non ha dato tregua. Ai meno 85 km, si è stabilizzata la fuga con 18 uomini al comando tra cui gli Italiani De Marchi, Valerio Agnoli e Trentin. A seguire un lungo tratto in leggera discesa che ha condotto i corridori nella fase centrale della tappa, con sprint intermedio al chilometro 108. Allo sprint, è stato Matteo Trentin (Quick-Step Floors) a prendersi la prima posizione, nonché importanti punti che consolidano la sua maglia verde. Successivamente i fugitivi hanno affrontato la salita di Alto del Morrón de Totana(5,7 km al 5,7%) con 5 minuti di vantaggio sul plotone, capeggiato dal team Sky. Ai meno 34 km, Van Rensburg riesce ad avere 30" di vantaggio in testa alla corsa sui più immediati inseguitori, mentre dal gruppo esce Suaza (Manzana Postobon). Sono seguiti 5 km di falsopiano prima di attaccare la seconda e ultima salita di giornata: il Collado Bermejo, vetta non selettiva, con quasi 8 km al 6,5% di pendenza. Ai meno 26 km, gruppo a 5'15" tirato dagli uomini del Bahrain Merida, e dopo lo scollinamento Vincenzo Nibali si porta in testa per affrontare la discesa: una picchiata di 20 km con un dislivello di 1000 metri. Dopo alcuni metri di vantaggio, Nibali viene ripreso dal gruppo, mentre la fuga va a segno con un grande bis del nostro MatteoTrentin. Froome, invece, si conferma sempre più il leader della generale.

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CUMBRE DEL SOL (Spagna) - La nona tappa della Vuelta 2017 ha previsto la partenza da Orihuela e l’arrivo in cima a Cumbre del Sol. L’intero percorso della frazione si è articolato lungo la costa, con bella vista sulle Isole Baleari, superando le città di Alicante e Benidorm, tra quelle più famose.

L’arrivo ha previsto un gran premio della montagna di prima categoria, un’ascesa relativamente breve, di soli 4 km, ma con una pendenza media del 9 per cento ed una massima del 21 per cento, ad inizio salita. Un banco di prova importante per i big della generale. Fuggitivi, che ricordiamo ancora essere Markel Irizar Aranburu (Trek-Segafredo), Marc Soler (Movistar Team), Marco Haller (Team Katusha - Alpecin), Bert-Jan Lindeman (Team LottoNL - Jumbo), Ricardo Vilela (Manzana Postobon), Conor Dunne (Aqua Blue Sport), Anthony Turgis (Cofidis, Solutions Crédits), Lluis Guillermo Mas Bonet (Caja Rural - Seguros RGA), Tobias Ludvigsson (FDJ) e Diego Rubio Hernandez (Caja Rural - Seguros RGA) posseggono un vantaggio di poco superiore ai 3 minuti.

Restano in testa il cronoman svedese Ludwigsson insieme a Marc Soler. A vuoto il tentativo di Bardet di allungare in discesa (Ag2rLM), subito riassorbito dal gruppo. Ma il francese non si è arreso, riattacando ripetutamente. Ad andare a segno invece e portare a casa la tappa, uno spettacolare Chris Froome (Team Sky): conquista la nona frazione della Vuelta a Espana, scattando dal ristretto gruppo degli uomini di classifica a 500 metri dalla conclusione.

Seconda piazza per Johan Chaves (ORICA-Scott), terzo un ottimo Michael Woods (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), che ha fatto lavorare tutto il giorno la propria squadra e ha raccolto un terzo posto sul podio. Quarto un brillante Wilco Kelderman (Team Sunweb), poi Ilnur Zakarin (Team Katusha - Alpecin) e Alberto Contador (Trek-Segafredo). Decimo Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team) e poco più dietro anche il sardo Fabio Aru (Astana Pro Team).

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di Valentina Conte
21 agosto 2017
#vuelta

Nella mattinata di ieri 19 agosto, tutte le squadre che hanno preso parte alla competizione spagnola, si sono susseguite lungo i 13,7 km di circuito cittadino, per la consueta ricognizione del percorso di gara. Attesissime le prestazioni delle più forti in questa specialità come la BMC, la Quick-Step Floors, Sunweb, Sky.

A fare da cornice  l'anfiteatro romano di Nîmes, che è stato attraversato dalle 22 squadre. Purtroppo già alla prima tappa si sono segnalate diverse cadute, tra cui alcuni corridori dell'UAE Emirates, prontamente rientrati.

La tappa contro il tempo  ha assegnato la maglia della classifica generale a Dennis, quinto corridore della miglior squadra che ha tagliato il traguardo, ad aver dato il meglio di sé è stata la Bmc. Fra gli italiani Nibali guadagna 25 secondi su Fabio Aru, mentre Domenico Pozzovivo e Romain Bardet iniziano questa Vuelta con 44" di ritardo.

In questa edizione 2017 la tappa di ieri potrebbe essere poco influente per la Classifica generale dei migliori, considerando i 50 gran premi della montagna che attenderanno i corridori, voluti dagli organizzatori. L'influenza minore è da attribuire anche al ridotto numero di chilometri, dimezzati per l'appunto, rispetto all'edizione precedente.

Il dibattito sulle cronometro a squadre all'interno di un Grande Giro è molto aperto, al Giro d'Italia ad esempio, questo tipo di competizione è assente già da due edizioni. Il tutto nasce dal fatto che un grande giro premia un singolo vincitore e dunque può essere inquadrata come una corsa individuale. In tale ottica, una cronometro a squadre può influenzare  certamente la classifica.

Published in Vuelta 2017