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Morcote

“Terra antiqua, potens armis atque ubere glebae...” così la decantava il poeta e filosofo Virgilio nella sua Eneide e in questa città alle pendici del monte Montedoro, Domenico Pozzovivo fa capolino spesso, ragion per cui è stata il luogo prescelto per il convegno sul tema “La preparazione di una stagione agonistica: lavoro quantitativo e qualitativo” presso il MOA, Museum of Operation Avalanche nel Complesso Monumentale di Sant’Antonio.
Il convegno-dibattito, è stato voluto dal dott. Damiano Capaccio, Dirigente Medico e Dirigente Responsabile dell’Unità Operativa di Endoscopia e Fisiopatologia Respiratoria dell’Ospedale Maria SS. Addolorata di Eboli, legato da una profonda amicizia e dalla passione per il mondo dei pedali al nostro professionista lucano.

Pozzovivo è particolarmente legato a questo territorio, che sceglie come meta per i suoi piccoli week-end estivi.
Il convegno è stato preceduto da tanti incontri culturali e da una promenade alla scoperta dei tesori nascosti della città di Eboli, primo tra tutti l’incontro con l’estro artistico del maestro di design contemporaneo Francesco Cuomo nel suo salotto- galleria al numero 71 di Corso Garibaldi: qui Cuomo crea arte da vivere, come lui stesso spiega a Domenico narrando la sua arte e che vanta collaborazioni con prestigiosi marchi nazionali ed internazionali. Sempre qui sul corso, uno sguardo sulle vetrine impreziosite di creazioni orafe del Maestro Rosmundo Giarleta, impegnato in una delle sue commissioni all’estero, che nonostante sia nominato Cavaliere all’arte e alla cultura dallo stesso Principe Ranieri di Monaco, resta un artigiano sapiente ed entusiasta del proprio mestiere in quel di Eboli.

Davvero emozionante, spiega Domenico, “l’incontro” con le opere del MOA, museo che ospita testimonianze dello sbarco alleato di circa 170 mila soldati inglesi ed americani che avvenne neln 1943, la cui operazione fu definita Avalanche e dalla quale il museo stesso ne trae nome. E’ dunque seguito il dibattitto aperto dal dott. Capaccio il quale spiega che “abbiamo scelto questo posto che segna un momento della storia per rafforzare il significato dello sport nelle nostre vite”. Domenico si racconta sin da subito e svela ai presenti come si concentra e lavora anche sul suo futuro post professionistico: si è dedicato in questi giorni ai suoi esami universitari che gli consentiranno a breve di conseguire la seconda laurea in Scienze delle Attività motorie e Sportive; tale titolo gli permetterà di rivestire, terminata la carriera, le diverse figure professionali che aleggiano nel mondo del ciclismo e dello sport in generale, come quella del preparatore atletico, combinandosi alla sua lunga esperienza nel mondo del professionismo.

Dopo i saluti dell’Amministrazione portati dal Primo Cittadino di Eboli, il dott. Massimo Cariello, Il tutto ha subito preso una piega tecnica. Pozzovivo si è narrato come emigrante del sud in cerca di opportunità per la sua carriera per poi soffermarsi sui temi, coadiuvato dall’esperto dott. Capaccio. Sono seguite le domande di appassionati del pedale e tifosi, in particolare concentrate sul tema dell’alimentazione dell’atleta in generale e del ciclista, sul “riposo attivo” dell’atleta quando e come effettuarne e tante altre curiosità. Domenico ringrazia il calore e l’accoglienza ricevuti, gli organizzatori e tutti coloro i quali sono venuti ad omaggiarlo.

Published in News 2017

Il nostro professionista lucano, dopo aver firmato un contratto biennale con il team Bahrain-Merida nel mese di agosto, ha concluso con l'ottima sesta piazza "Il Lombardia", l'ultima competizione prevista nel calendario UCI 2018. Questa è stata anche l’ultima competizione con indosso i colori della casa francese Ag2r La Mondiale, team a cui Domenico Pozzovivo è stato legato per quattro lunghi anni, ha avuto molte soddisfazioni con esso e del quale custodirà sempre un ricordo. In questi giorni, Domenico si appresta ad affrontare una vera e propria fase di transizione che terminerà a fine anno e durante la quale sarà ancora legato ai colori francesi: dal Bike Fitting di transizione, avvenuto con l’aiuto dell’esperto Alfonso, alla presa misure sartoriali per la nuova divisa, che scopriremo insieme a voi il prossimo anno. In questo particolare periodo, che è coinciso anche con il consueto tempo di riposo, Domenico si è divertito in sella al mezzo a due ruote off road per eccellenza: la sua Mountain Bike. Ha alternato appuntamenti in piscina, corsa su percorsi in salita e a scale, tipici della cittadina di Morcote, dove vive da qualche anno.

Tra una uscita in mtb e l’altra in quel di Lugano, Domenico si concentra anche sul suo futuro post professionistico: si è dedicato ai suoi esami universitari che gli consentiranno a breve di conseguire la seconda laurea in Scienze delle Attività motorie e Sportive; tale titolo gli permetterà di rivestire, terminata la carriera, le diverse figure professionali che aleggiano nel mondo del ciclismo e dello sport in generale, come quella del preparatore atletico, combinandosi alla sua lunga esperienza nel mondo del Professionismo.

Anche quest’anno si è dedicato a Convegni e Gran Fondo nelle quali prende spesso parte durante tutto l’anno come ospite fra gli amanti della bicicletta.

Nella giornata del 2 dicembre si è sottoposto alle visite mediche di routine con i suoi nuovi compagni, avvenute nella clinica ufficiale del team, l'istituto di riabilitazione IRR, nella città di Torino e fiore all’occhiello dell’intero territorio nazionale, come ha illustrato il servizio andato in onda sui TG della Rai. Nel viaggio di andata, in auto con alla guida Nibali, non è mancata l’allegria di Agnoli, che abbiamo già identificato come il giullare della corte bahrainita: Valerio ha allietato la compagnia con musiche del sud conosciute soltanto ai migranti di oltreoceano, a mo di benvenuto, e che ha fatto un giro dei social immediato innescando l’ironia dei tifosi: fra tutti l’originale gioco di parole Bahrain Meridion per la squadra con più professionisti del sud.

Niente albero di Natale da fare in famiglia il giorno dell'Immacolata: previsto infatti il primo ritiro in Croazia. L'obiettivo principale del ritiro, che termina il 19 ° dicembre, sarà di mettere i dettagli di finitura sul calendario sportivo 2018, nonché rafforzare lo spirito di squadra di fronte alle sfide della nuova stagione. "Non vediamo l'ora di trascorrere questi pochi giorni insieme. Ci sarà sicuramente un duro lavoro, ma anche abbastanza tempo per rafforzare i legami tra noi, per accogliere i nostri nuovi membri e anche per divertirsi e godersi questi ultimi giorni liberi prima dell'inizio della prossima stagione ", ha commentato Vladimir Miholjević, direttore sportivo e coordinatore di questo primo ritiro per Domenico.

Ad ospitare la neo squadra che, ricordiamo ha solo un anno di vita nel mondo World Tour, è stata l'isola di Hvar in Croazia. Durante i giorni non solo allenamenti: dal 13 al 16 dicembre, giornalisti e fotografi provenienti da tutto il mondo si uniranno alla squadra a Hvar e avranno l'opportunità di trascorrere del tempo con gli atleti, di realizzare interviste e persino andare in bicicletta fianco a fianco con loro. Una conferenza stampa ufficiale si terrà il 14 dicembre alle 14:30, in cui i rappresentanti della squadra parleranno di strategie e tattiche chiave per il 2018 e si conosceranno dunque i ruoli che ricoprirà il nostro Pozzovivo: vedremo se sarà presente allo start del Giro d'Italia e le competizioni alla quale prenderà parte. A novembre ha preso parte al convegno presso il mu sulla preparazione atletica in cui ha risposto a curiosità

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Domenica 21 ottobre, Domenico Pozzovivo è ritornato a Bagnoli Irpino, in quella terra che per la prima volta l'ha visto alzare le braccia al cielo in una corsa rosa. Era il 2012 e Domenico Pozzovivo si prendeva il suo primo podio al Giro nella tappa Sulmona - Lago Laceno. Da allora, circondato dall'affetto dei residenti e dalle sensazioni magiche di quel posto, il campione lucano torna ogni anno in occasione della Sagra delle Castagne e del Tartufo. L'evento, ormai alla 40ima edizione, è diventato uno degli appuntamenti autunnali più apprezzato e di richiamo non solo per i buongustai. Durante la manifestazione, infatti , oltre al Tartufo Nero di Bagnoli, alla Castagna di Montella e altre prelibatezze locali, si possono trovare svariati prodotti di artigianato locale, godere di tour guidati nel centro storico di Bagnoli o partecipare ad attività e giochi. Qui, tra una degustazione, qualche foto e lunghe chiacchierate con amici ritrovati, Domenico ha deciso di godersi uno dei pochi attimi di tranquillità e spensieratezza che un professionista possa permettersi.

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Chiusura di stagione, galà di premiazione del Trofeo dei Parchi Naturali, finalissima XLEGEND, ultima gara del brevetto “I Fiori” e gara di investitura dei Campioni Italiani Granfondo CSAIN: il 2017 si preannunciava già un anno molto ricco per la Marathon del Vulture, ma con la partecipazione di Domenico Pozzovivo, intervenuto nelle fasi di premiazione ed investitura del sabato sera e grande protagonista domenica ai nastri di partenza, i ragazzi del “Velocifero” hanno saputo dare quel tocco in più per creare un evento di gran richiamo per il mondo delle ruote grasse centro-meridionale. I 500 partenti, il clima di festa e i pareri positivi di quanti hanno corso tra i sentieri dell’aglianico, ne sono stata la conferma.

Con il peso delle finali addosso e il bagaglio di aspettative nei suoi confronti, Luigi Ferritto (ASD TEAM GIANNINI), grande favorito di giornata, si è presentato ai nastri di partenza teso come una corda di violino e nemmeno la presenza dell’amico Domenico ha potuto allentare quella tensione. Alzare per l’ultima volta nel 2017 le braccia al cielo era un obiettivo da non mancare: 9 vittorie sono tante per la miglior stagione del campano, ma chiudere con la doppia cifra è tutta altra storia. [read more]

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Quello del 25 giugno è stato un lungo week-end di sport nella piccola località lucana di Terranova di Pollino. I primi a mettersi in sella, infatti, sono stati i ragazzi dai 7 ai 12 anni impegnati nel “1° Meeting Giovanissimi TPN”, una manifestazione fortemente voluta dalla “Pollino Marathon” che, oltre a ricevere campioni, vuole iniziare a crearne di nuovi. A farsi da esempio di sacrificio, talento e successi, il campione lucano, Domenico Pozzovivo che, nonostante gli impegni professionali, ha deciso di onorare questa manifestazione, consapevole dell’importanza per i più piccoli di essere incitati e indirizzati da chi, come lui, uscendo da una piccola realtà, è riuscito a ricavarsi uno spazio nel mondo dei professionisti.

Sarà stato il ritrovato calore del sud, o la voglia di rimettersi in sella ritrovando il piacere e la calma di una sana pedalata immune dalla pressione agonistica, ma il ciclista lucano, che avrebbe dovuto salutare la manifestazione dopo aver premiato i giovanissimi, non ha saputo resistere alla tentazione di rimanere a Terranova di Pollino e presentarsi in griglia alla “XVII Pollino Marathon”.
In sella ad un mezzo procuratogli poche ore prima della partenza, il capitano dell'AG2r ha preso il via insieme ai 500 partecipanti della manifestazione. Nei primi chilometri ha iniziato a dettare un ritmo forsennato che ha dato filo da torcere agli atleti di testa. Marco D’Agostino si è fatto lanciare da questa azione per poi mettersi subito in testa e condurre la corsa in solitaria. Dopo i primi chilometri di forcing, Pozzovivo ha iniziato a rallentare il ritmo in vista della preparazione che lo vedrà impegnato per i prossimi giri, il “Tour de Pologne” e la “Vuelta”.

La 17ima Marathon del Pollino si è conclusa con un bottino pieno per la Carbonhubo, con Marco D'Agostino vincitore solitario del percorso Marathon e la stella nascente del team bresciano, Francesco Favale in testa alla Gran Fondo di 45 km. Nei giorni in cui la comunità di Terranova ha celebrato Domenico Pozzovivo, reduce dal suo miglior Giro d’Italia e un Tour de Suisse che lo ha visto vincitore di tappa e contendente del podio finale fino all’ultima crono, vedere Favale ancora una volta con le braccia al cielo, ha fatto sognare un po' tutti su una possibile carriera del giovane conterraneo di Pozzovivo.

E’ come sempre in un’aria di festa che si è conclusa la 17ima edizione della Pollino Marathon, un’edizione che non sarà stata un tripudio di numeri ma che ha raggiunto un livello organizzativo e una partecipazione emotiva davvero unici. La presenza di Pozzovivo ha emozionato atleti, accompagnatori e organizzatori. La sua voglia di partecipare è stata l’ennesima dimostrazione che nel ciclismo, come in qualsiasi altro sport, il cuore è ciò che fa la differenza.

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Sabato 14 ottobre, Domenico Pozzovivo è sceso dalla sua bicicletta per incontrare ragazzi disabili impegnati in varie attività sportive nella Palestra Riabilitativa dell'Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza. Qui, un anno fa, prendeva il via "Lo sport attraverso i sensi", un progetto di avvio allo sport e all'attività paralimpica, nato in collaborazione con il "Comitato Italiano Paralimpico" e il programma "Prendiamo a calci la malattia".

Il dialogo tra i ragazzi, il dott. Gennaro Gatto, referente del progetto, e il campione lucano, ha dato spunto a momenti di riflessione sulla valenza sociale ed educativa dello sport in tutte le sue forme: come attività agonistica e professionale, pratica riabilitativa, riqualificazione del tempo libero, ma soprattutto, come dimensione per la realizzazione di se stessi. Il dott. Gatto, approfittando della presenza di Domenico Pozzovivo, si è rivolto ai suoi ragazzi con queste parole: "quando inizia la salita, allora non puoi nasconderti, e bisogna uscirne fuori". Lo sa bene lo scalatore lucano che di salite ne ha affrontate molte, proprio come i ragazzi incontrati al San Carlo. Lo sport è anche loro, come lo è il sogno di poter diventare un campione nella propria disciplina.

L'attenzione poi si è spostata sul lato tecnico dell'attività sportiva: la preparazione atletica e le specifiche sull'attività di allenamento di un professionista sono stati i temi al centro delle curiosità dei ragazzi. L'incontro non poteva che terminare con uno scambio di omaggi tra le parti, foto, autografi e, soprattutto, tanti sorrisi.

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di Valentina Conte
05 settembre 2017
#vuelta

LOGRONO - Nella mattinata di oggi, tutti i corridori si sono susseguiti lungo i 40.2 km di circuito, per la consueta ricognizione del percorso. Non hanno preso parte al via due corridori dell'Ag2r La Mondiale: un video anonimo che li immortala mentre fanno traino è diventato subito virale, immediata la reazione della squadra, che decide la loro espulsione. Attesissime le prestazioni dei più forti in questa specialità, ma soprattutto i leaders.La partenza è stata dal "Circuito de Navarra", con i corridori che hanno percorso 6 km all'interno dello stesso circuito, poi uscita da quest'ultimo ed arrivo a Los Arcos, attraverso le località Torres del Rio e Viana. La prima parte si è presentata  totalmente piatta, la fase centrale di crono invece in leggera salita che si è conclusa una volta transitati a Torres del Rio, da qui diverse curve hanno condotto i corridori a Viana. Gli ultimi chilometri sono stati in costante discesa, con lunghi rettilinei fino alla cittadina di Logroño, preceduta da due curve a gomito. Il primo rilevamento cronometrico è stato stabilito al km 13, mentre il secondo al km 27. I corridori si sono susseguiti in ordine inverso alla generale, ma l'attesa più grande è stata per chi ambisce alla Roja. Ottima prestazione per Contador che fa segnare 3 secondi di vantaggio su Tobias Ludvigsson (FDJ) ai meno 13 km, per poi chiudere una ottima ultima crono di carriera e salire in quinta posizione nella generale. Giornata no per Chaves, che scende nono nella generale, ed Aru in settima. Froome al primo rilevamento fa registrare 2" meglio del nostro Nibali, recuperando sempre più fino a superare Kelderman di 29" e Nibali di 57", portando a casa la tappa ed imponendosi su questa Vuelta.

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di Valentina Conte
03 settembre 2017
#vuelta

SIERRA NEVADA (Spagna) - La seconda settimana della Vuelta si chiude con una tappa durissima. Sono stati solo 129,4 i chilometri fra Alca La Real e Sierra Nevada, ma il verdetto emesso al loro termine, è stato severo. Se i primi 57 chilometri sono stati quasi pianeggianti, una volta raggiunta la località di Pinos Genil la strada è iniziata a salire con il GPM di Alto de Hazallanas. Una salita di 16,3 km, con pendenza media del 5,5%, influenzata però da un tratto in discesa. Come previsto la tappa si è rivelata esplosiva sin dalle prime battute: al comando Armee (Lotto Soudal) con 25" sul primo inseguitore Stephane Rossetto (Cofidis), 40" su Trentin (Quick-Step) e 50" su Edward Theuns (Trek-Segafredo). Più indietro a 1'14" un quartetto formato da Steven Kruijswijk (Team LottoNL - Jumbo), Bardet (AG2R), Adam Yates (ORICA-Scott) e Oliveira (Movistar). Infine il plotone a 3'. Subito dopo lo scollinamento, una discesa ha condotto i corridori ai piedi dell’Alto del Purche, e dunque nel vivo della corsa: salita di 8,5 km, con una pendenza media dell’8%. Ai meno 26 km, è partito Alberto Contador (Trek-Segafredo) che con Lopez (Astana Pro Team) hanno ripreso Bardet, il quale non aveva tenuto il ritmo di Yates. Una volta superato il GPM però, la strada è continuata a salire fino al traguardo: 19,3 chilometri con pendenza media del 5,6%. Qui Lopez ha staccato Alberto Contador e Bardet, riprendendo anche Yates e portando a casa la tappa. Uscito al suo inseguimento, Zakarin ha tagliato secondo il traguardo, impondendosi terzo nella generale. Anche Lopez recupera posizioni, scavalcando il compagno Aru.

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di Valentina Conte
02 settembre 2017
#vuelta

Tappa decisiva quella numero 14 de La vuelta'17. Dopo un sospiro di sollievo, i leaders hanno affrontato la Ecjia- Sierra la Pandera, con i suoi 175 km e arrivo in quota a 1.850 metri. Inizio di tappa semplice con lungo falsopiano fino a Lucena, al km 65. Dieci gli uomini in fuga: Majka, Konrad (Bora-Hansgrohe), Gougeard (AG2R), Clarke, Villella (Cannondale), Rui Costa (UAE Team Emirates), De Clercq (Lotto), Luis Angel Mate (Cofidis), Stefan Denifl (Aqua Blue Sport) e Vilela (Manzana Postobon). Poco dopo è iniziata la prima salita di giornata: il Puerto El Mojon, gpm di terza categoria, 8.8 chilometri al 3.7%. Davide Villella è stato il primo a transitare. Breve discesa dal chilometro 85 al chilometro 91, poi rifornimento e falsopiano di circa 50 km fino all'imbocco del secondo Gpm, il Puerto Locubin, 8.5 chilometri al 4.8% di pendenza media. A fare l'andatura non soltanto il team Sky, ma anche Trek, Bahrain- Merida, Katusha e Quick-Step, per ridurre il gap. In cima sono mancati 24 chilometri al traguardo, breve discesa e poi salita finale fino a Sierra la Pandera: 12 km al 7.3% con punte del 13% al chilometro 9 di ascesa. Dopo una spianata, l'arrivo, mentre l'ultima rampa finale è stata dell'8%.
Ai meno 3 km si è formato un quartetto con Nibali, Chaves, Contador e Carapaz, ma lo Squalo si è scatenato partendo più volte. All'ultimo km la situazione si è ricompattata mentre Majka, in fuga dal mattino, è andato a prendersi la tappa: Froome, Lopez, Nibali, Contador, Zakarin, Chaves e Kelderman. Seconda posizione per Lopez, terzo Nibali che prende 4'' di abbuono. La Roja resta sulle spalle del Keniano, ma il nostro Nibali è a soli 55".

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di Valentina Conte
01 settembre 2017
#vuelta

La Vuelta 2017 è giunta alla tappa 13 e oggi è toccato alle squadre dei velocisti lavorare per conquistare la vittoria. Il percorso della frazione odierna, 198,4 km da Coín a Tomares, è stato dunque adatto alle ruote veloci, facendo tirare un respiro di sollievo ai leaders. Ai meno 195 km dall'arrivo sono riusciti ad andarsene in 5 dal plotone. I primi fuggitivi a muoversi sono stati Villella (Cannondale), Gougeard (AG2R), Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e Courteille (FDJ), ai quali si è aggiunto in un secondo momento De Marchi (BMC). La prima metà del percorso è stata abbastanza frastagliata e ha presentato l’unico gran premio della montagna di giornata, l’Alto de Ardales, posto al km 27. A transitare per primo al gpm, una salita di 7,2 km con una pendenza media del 4,3%, Davide Villella (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team) che ha rafforzato la leadership della propria maglia a pois, lasciando poi la fuga. La LottoNL-Jumbo ha dato man forte alla Sky in testa al gruppo, insieme alla Quick-Step del nostro Trentin, controllando il vantaggio dei fuggitivi, mantenendoli sempre al di sotto dei 4'. Dal km 75 un alternarsi di discesa e pianura ha condotto i corridori al piccolo dislivello finale di 3000 metri. In una caduta finiscono a terra Bert-Jan Lindeman (Team LottoNL-Jumbo) e Jetse Bol (Manzana Postobon) che sono riusciti a rientrare, mentre i francesi in fuga hanno perso terreno sulla coppia De Gent- Demarchi. Riassorbiti tutti dal gruppo, la volata è stato un derby tutto italiano: Trentin, già vincitore di 2 tappe, ha avuto la meglio su Moscon, dimostrando in questa vuelta la sua classe.

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