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Morcote

Tappa di 187.5 km quella numero 11 della Vuelta. Arrivo in quota in cui le salite in programma sono state affrontate tutte nel finale, con partenza da Lorca. La strada si è presentata fin da subito in salita per circa 10 km, a cui è seguita una lunga discesa che ha riportato il gruppo verso la costa mediterranea. In questa frazione ancora nessuna fuga è riuscita a prendere il largo.
Arrivati ad Aguillas e seguendo il mare, il plotone è transitato per le località di Villaricos, Garrucha, Mojacar e Turre. In questi frangenti una fuga di 14 uomini è riuscita ad allontanarsi:
Hernandez (Dimension Data)
Luis Angel Mate Mardones (Cofidis)
Romain Bardet (AG2R)
Sander Armee (Lotto)
Antwan Tolhoek (LottoNL - Jumbo)
Matej Mohoric (UAE)
Giovanni Visconti (Bahrain Merida)
Bernardo Suaza (Manzana Postobon)
Antonio Pedrero (Movistar)
Simon Clarke (Cannondale)
Lennard Hofstede ( Sunweb)
Conor Dunne (Aqua Blue Sport)
Alessandro De Marchi (BMC Racing Team) e Bob Jungels (Quick-Step).
Da qui la strada è iniziata a salire lentamente, con i corridori che subito dopo il rifornimento fisso hanno incontrato lo sprint intermedio (S), fissato a Sorbas dopo 103.4 km. In questo frangente viene comunicato il ritiro del nostro Domenico Pozzovivo (Ag2rLM), la sua condizione segnata dalla caduta, non gli ha consentito di terminare la tappa numero 11 e dunque la corsa. La
prima posizione al TV è andata a Matej Mohoric (UAE Team Emirates).
Transitato poi il gruppo con 4'22'' di ritardo. Dopo un tratto mosso i fuggitivi hanno affrontato la prima salita del giorno, l’Alto de Velefique, un GPM di prima categoria con i suoi 13.2 km ed un un dislivello medio dell’ 8.6%. Il loro vantaggio è stato drasticamente ridotto dal lavoro della Orica, riportandolo sui 2 minuti.
Il gruppetto dei battistrada ha iniziato a ridursi di unità. Arrivati a quota 1800 metri, hanno affrontato una lunga ed impegnativa discesa verso l’inizio della seconda ed ultima asperità, che ha portato la carovana
al traguardo posto in cima all’Osservatorio Astronomico di Calar Alto, la vetta più alta della Sierra de Los Filabres.
Il gruppo si è riportato sulla fuga durante la salita, franzionandosi in tre parti: davanti troviamo Vincenzo Nibali con Agnoli, Contador e la maglia Rossa sempre più salda sulle spalle del keniano bianco. Aru purtroppo resta distaccato nel successivo drappello. Eccezionale Nibali che nell'ultimo km ha sferrato i suoi attacchi, ripreso dal Colombiano Lopez che si è diretto in solitaria sul traguaguardo.

Published in Vuelta 2017

EL POZO - Dopo la prima giornata di riposo fra gli scenari della baia di Alicante, è andata in scena la tappa numero 10: Caravaca-El Pozo. Dopo la partenza, i corridori hanno affrontato una prima fase in quota, senza troppe difficoltà altimetriche ma sotto una pioggia che non ha dato tregua. Ai meno 85 km, si è stabilizzata la fuga con 18 uomini al comando tra cui gli Italiani De Marchi, Valerio Agnoli e Trentin. A seguire un lungo tratto in leggera discesa che ha condotto i corridori nella fase centrale della tappa, con sprint intermedio al chilometro 108. Allo sprint, è stato Matteo Trentin (Quick-Step Floors) a prendersi la prima posizione, nonché importanti punti che consolidano la sua maglia verde. Successivamente i fugitivi hanno affrontato la salita di Alto del Morrón de Totana(5,7 km al 5,7%) con 5 minuti di vantaggio sul plotone, capeggiato dal team Sky. Ai meno 34 km, Van Rensburg riesce ad avere 30" di vantaggio in testa alla corsa sui più immediati inseguitori, mentre dal gruppo esce Suaza (Manzana Postobon). Sono seguiti 5 km di falsopiano prima di attaccare la seconda e ultima salita di giornata: il Collado Bermejo, vetta non selettiva, con quasi 8 km al 6,5% di pendenza. Ai meno 26 km, gruppo a 5'15" tirato dagli uomini del Bahrain Merida, e dopo lo scollinamento Vincenzo Nibali si porta in testa per affrontare la discesa: una picchiata di 20 km con un dislivello di 1000 metri. Dopo alcuni metri di vantaggio, Nibali viene ripreso dal gruppo, mentre la fuga va a segno con un grande bis del nostro MatteoTrentin. Froome, invece, si conferma sempre più il leader della generale.

Published in Vuelta 2017

CUMBRE DEL SOL (Spagna) - La nona tappa della Vuelta 2017 ha previsto la partenza da Orihuela e l’arrivo in cima a Cumbre del Sol. L’intero percorso della frazione si è articolato lungo la costa, con bella vista sulle Isole Baleari, superando le città di Alicante e Benidorm, tra quelle più famose.

L’arrivo ha previsto un gran premio della montagna di prima categoria, un’ascesa relativamente breve, di soli 4 km, ma con una pendenza media del 9 per cento ed una massima del 21 per cento, ad inizio salita. Un banco di prova importante per i big della generale. Fuggitivi, che ricordiamo ancora essere Markel Irizar Aranburu (Trek-Segafredo), Marc Soler (Movistar Team), Marco Haller (Team Katusha - Alpecin), Bert-Jan Lindeman (Team LottoNL - Jumbo), Ricardo Vilela (Manzana Postobon), Conor Dunne (Aqua Blue Sport), Anthony Turgis (Cofidis, Solutions Crédits), Lluis Guillermo Mas Bonet (Caja Rural - Seguros RGA), Tobias Ludvigsson (FDJ) e Diego Rubio Hernandez (Caja Rural - Seguros RGA) posseggono un vantaggio di poco superiore ai 3 minuti.

Restano in testa il cronoman svedese Ludwigsson insieme a Marc Soler. A vuoto il tentativo di Bardet di allungare in discesa (Ag2rLM), subito riassorbito dal gruppo. Ma il francese non si è arreso, riattacando ripetutamente. Ad andare a segno invece e portare a casa la tappa, uno spettacolare Chris Froome (Team Sky): conquista la nona frazione della Vuelta a Espana, scattando dal ristretto gruppo degli uomini di classifica a 500 metri dalla conclusione.

Seconda piazza per Johan Chaves (ORICA-Scott), terzo un ottimo Michael Woods (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), che ha fatto lavorare tutto il giorno la propria squadra e ha raccolto un terzo posto sul podio. Quarto un brillante Wilco Kelderman (Team Sunweb), poi Ilnur Zakarin (Team Katusha - Alpecin) e Alberto Contador (Trek-Segafredo). Decimo Vincenzo Nibali (Bahrain Merida Pro Cycling Team) e poco più dietro anche il sardo Fabio Aru (Astana Pro Team).

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di Valentina Conte
25 agosto 2017
#vuelta #lv2017

Ancora una tappa destinata agli scalatori alla Vuelta a Espana 2017, la Hellín–Xorret de Catí (Costa Blanca Interior). I 195 km hanno strizzato l'occhio ai big, dopo la tappa di mercoledì. Il ritorno nelle terre valenciane ha previsto tre gran premi della montagna negli ultimi 88 chilometri di corsa, due dei quali, il Puerto de Biar (6,1 km al 3.4%) e il Puerto de Onil (7 km al 3,8%). L'ultima asperità di giornata, posta a 3 chilometri dal traguardo: l’Alto de Xorret de Catì, 5 km alla pendenza media del 9%. I corridori sono partiti da Hellín alle ore 12.15. L'avvio di corsa è stato rapidissimo, alla media di 49 chilometri orari. Dopo la bagarre iniziale si è formato un gruppo di testa forte di 21 unità che è riuscito ad arrivare in porto: il plotone maglia rossa con tutti i big ha portato subito uno svantaggio di 4 minuti. Ai meno 3 km "frullata" di Froome che mette tutti in fila e si riporta su Contador; rispondono bene Chaves, Nibali e Zakarin. Con loro anche Michael Woods (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), Vincenzo Nibali (Bahrain) e Fabio Aru (Astana Pro Team). Vince Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors) in volata, secondo Jan Polanc (UAE) e terzo Rafal Majka (Bora-Hansgrohe). Concludono Chris Froome (Team Sky) e Alberto Contador (Trek-Segafredo) a 1'26''. Dietro di loro Aru, Nibali, Chaves e Zakarin ad ulteriori 15''.

Published in Vuelta 2017
Prima delle sfide sulle montagne tra i big (fuori dalla generale l'Ag2r, dopo due giornate di crisi per Bardet), la Vuelta ha proposto una tappa mossa ma non impegnativa. Start da Lliria alle 12:15 per la carovana e dopo ben 207 chilometri, arrivo a Cuenca. Partenza nuvolosa in falsopiano, fino al primo Gpm, inizio al km 43 e scollinamento al km 51. In cima breve discesa e poi saliscendi fino all'imbocco al km 80 dell'Alto de Santa Cruz de Moya. A transitare per primo De Gendt, seguito dal plotone con oltre 6' di ritardo. In vetta, ancora un lungo falsopiano con sali e scendi per un centinaio di chilometri, fino al passaggio al traguardo volante di Cuenca al chilometro 191 di corsa. Ultimo strappo a 14 dal traguardo con l'Alto del Castillo, 2 chilometri con pendenze del 7.2%. Breve discesa e poi pianura fino all'arrivo.
Subito dopo la partenza diversi i tentativi di attacco, sono riusciti ad andare in fuga 14 atleti davanti al plotone guidato dal team Sky della maglia Roja, il cui ritmo a metà della cprsa ha frazionato in gruppo, poi ricompostosi. In fuga 14 uomini: De Marchi (BMC), Carapaz, Joaquin Rojas (Movistar), Pawel Poljanski (Bora-Hansgrohe), Alexis Gougeard (Ag2r), Floris De Tier (LottoNL-Jumbo), Matej Mohoric (UAE), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Arnaud Courteille (FDJ), Luis Angel Mate, Anthony Perez (Cofidis), Rafael Reis (Caja Rural) Aldemar Reyes e Jetse Bol (Manzana). Una caduta di gruppo costringe al ritiro Warbasse (Aqua Blue Sport) e  Kudus (Dimension Data). Al km 40 il gruppo si frammenta, e il vento da l'occasione di organizzare i ventagli, senza però raggiungere il fine. Ai meno 20 km iniziano a muovere gli indugi gli uomini nella fuga, ma ad avere la meglio è  Mohoric (UAE), campione del mondo Under 23 di Firenze 2013, cogliendo il primo successo importante tra i Pro'.
Published in Vuelta 2017

di Valentina Conte
24 agosto 2017
#vuelta #lv2017

SAGUNT (Spagna) - Si è conclusa la sesta tappa della Vuelta, con partenza da La Vila Real, località della comunità valenciana, ed arrivo a Sagunt. Il percorso ha presentato diverse ascese. In totale 5 gpm. I primi 3, tutti di terza categoria, sono stati affrontati nei primi 100 km, con l’Alto de Alcudia de Veo, Puerto de Eslida e Alto de Chirivilla. Negli ultimi 100 km, i due gpm di seconda categoria, Puerto del Oronet e Puerto del Garbi. Tappa lunga e ondulata in cui poteva avere la meglio la fuga (situazione verificatasi), ragion per cui è stato difficile per i fuggitivi riuscire a lasciarsi alle spalle il gruppo: ai meno 182 all'arrivo hanno allungato Terpstra (Quick-Step) e Agnoli (Bahrain Merida), ma niente da fare per loro. Sul primo gpm situazione ancora in evoluzione e dietro ai 21 battistrada si forma un gruppetto di contrattaccanti. Al Km 160, 24 in corridori in testa; fra i nuovi arrivati anche la maglia a pois Villella (Cannondale) che transita per primo al gpm.

 A lavorare per diverso tempo la Sky del leader della generale Froome, nella sua quarta giornata in maglia rossa. Dopo il secondo gpm, tra i fuggitivi prendono margine Monfort e Jungels; gli altri attaccanti provano a chiudere. A 50 km dall'arrivo il numero dei fuggitivi si stabilizza a 21, con un vantaggio superiore a 2'. Contador, che come omaggio alla sua carriera ha il dorsale numero 1, rompe gli indugi nel gruppo ai meno 38 km. Rispondono Froome e Polance, Van Garderen e Betancur sono purtroppo coinvolti in una caduta.

E mentre si screma via via il gruppo dei 21 in fuga, il fuggitivo Tomasz Marczynski (Lotto Soudal) vince la sesta tappa, battendo sul traguardo di Sagunt Pawel Poljanski (Bora-Hansgrohe) e Enric Mas (Quick-Step). Il nostro Vincenzo Nibali recupera nella generale occupando la quarta piazza e sesta per Fabio Aru (Astana).

Published in Vuelta 2017

di Valentina Conte
22 agosto 2017
#vuelta #lv2017

ALCOSSEBRE - Ben quattro gran premi della montagna e per giunta tutti di seconda e terza categoria, per la tappa numero 5 della Vuelta di Spagna, con arrivo disegnato per scalatori ad Alcossebre e partenza da Benicassim. Ai nastri di partenza anche lo sfortunato Domenico Pozzovivo, coinvolto in una incredibile caduta a soli 200 metri dalla neutralizzazione. Dopo la passerella verso il foglio firma dei partenti, la carovana ha preso il via dal km zero, per affrontare il primo arrivo in salita dell'edizione spagnola. Ai meno 155 km dal traguardo, si è stabilizzato il gruppo della fuga di giornata, costituito da 16 unità e che è riuscita nell'intento di arrivare davanti al gruppo. La bagarre tra i leaders, invece, è partita soltanto nel finale: all'ultimo km è entrata in scena la "frullata" di Froome, dietro di lui a rispondere soltanto il colombiano Chaves. A tagliare per primo il traguardo il 24enne Lutsenko, nella fuga odierna, in senno alla kazaka Astana. A seguire, a quattro minuti e mezzo, hanno concluso i primi uomini di classifica con Alberto Contador (Trek-Segafredo) che ha preceduto Chris Froome (Team Sky) ed è la sorpresa di giornata, mentre chiude terzo Johan Chaves (ORICA-Scott). Il podio attuale della generale è così composto: Chris Froome, seguito da Van Garderen(Bmc) a 00'10", mentre la terza piazza è di Chaves (Orica-Scott) a 00'11". Il nostro italiano Vincenzo Nibali che, ricordiamo, ha portato a casa la terza tappa, è in sesta posizione a 36 secondi, seguito da Fabio Aru, a 4".

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di Valentina Conte
22 agosto 2017
#vuelta #lv2017

TARRAGONA (Spagna) - Dopo lo spettacolo di Vincenzo Nibali ad Andorra La Vella, nuova tappa con arrivo per velocisti nella quarta frazione con arrivo a Tarragona.

Con i sui picchi di 35°C, la tappa è partita ancora da Andorra, per poi dirigersi in terra spagnola dopo solo 1 km, dove resterà fino all'ultima tappa di Madrid. Al km 77, i funamboli della strada hanno affrontato l'unica salita di giornata: l'Alto de Belltall con i sui 11 km al 3%. A guidare la corsa Johan Le Bon (Fdj), Stéphane Rossetto (Cofidis), Diego Rubio e Nicolas Schultz (Caja Rural Rga) e Juan Felipe Osorio (Mazana Poston). Il loro margine sul gruppo era in quella frazione di oltre 4 minuti. Ai meno 47 km, in testa sono rimasti Stephane Rossetto (Cofidis, Solutions Crédits) e Diego Rubio Hernandez (Caja Rural - Seguros RGA), con un buon vantaggio.

Una caduta di gruppo ai meno 20 ha coinvolto Wilco Kelderman, che ha costretto tutta la Sunweb a mettere il piede a terra. Sfortunatissimo invece Domenico Pozzovivo (AG2R) che finisce a terra pochi metri prima dei -3 chilometri, niente neutralizzazione per loro. Testa a testa fra Matteo Trentin e Juan Jose Lobato Del Valle; l'italiano è partito con qualche attimo di ritardo ma la sua rimonta è stata irresistibile. A tagliare per primo il traguardo, il nostro Matteo Trentin. Bis per l'Italia dopo il successo di ieri di Vincenzo Nibali.

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di Valentina Conte
21 agosto 2017
#vuelta

ANDORRA - Nella terza frazione è stata subito montagna per la carovana della Vuelta, che si è spostata dalla Francia alla Spagna e, successivamente, nel principato di Andorra. La tappa con i suoi 153 km, ha posto gli uomini di fronte alla prima difficoltà dopo soli 12 km, con il primo GPM di prima categoria: Col de la Perche, una salita lunga 22.8 km con una pendenza media del 4.2% e seguito da una lunga discesa di circa 65 chilometri per poi procedere verso Andorra. Subito dopo i corridori hanno affrontato il tratto più impegnativo di Coll de la Rabassa, con i suoi 13.3 km al 6.8%.

Gli uomini protagonisti della fuga sono stati il nostro italiano Villella, i francesi Domont e Geniez del team di Pozzovivo, De Gendt (Lotto Soudal), Fabricio Ferrari (Caja Rural), Anthony Turgis (Cofidis), Fernando Orjuela (Manzana Postobon) e Niemiec (UAE). Ai meno 54 km, il francese Domont ha tentato un allungo e da qui sono partiti diversi drappelli di corridori. Ai meno 32 escono dal plotone inseguitore: Darwin Atapuma Hurtado (UAE Team Emirates) e Rui Alberto Faria Costa (UAE Team Emirates) e formano un quartetto con Fabricio Ferrari (Caja Rural - Seguros RGA) e Antonio Pedrero (Movistar Team) e partono all' inseguimento della fuga. Al GPM della Rabassa restano solo 13" alla coppia Geniez- Villella che viene presto ripresa.

A meno 25 km il gruppo si è nuovamente ricompattato: Moscon, Nieve, Froome, Aru, Nibali, Pozzovivo, Chaves, Zakarin e Bardet nel gruppetto di testa di circa 15 unità, mentre perde contatto Alberto Contador. Parte Froome con una sua frullata insieme a Chaves e a rispondere bene resta Domenico Pozzovivo, il lucano riesce ad agganciare la coppia dimostrando quanto sia suo questo terreno. A seguire nella discesa Pozzovivo rimane insieme ad un eccezionale Nibali che riesce non solo a rientrare sul quartetto Froom- Chaves- Aru- Bardet, ma va a vincere la tappa con il suo inconfondibile gesto della pinna, da gran finisseur. Tanta Italia in questa edizione de La Vuelta: ci fa ben sperare il trio Aru, Nibali e Pozzovivo.

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di Valentina Conte
21 agosto 2017
#vuelta

GRUISSAN (Francia) - Dopo la vittoria della BMC nella cronosquadre e la notizia, poi smentita, di un attentato a Nimes, si è conclusa la seconda tappa della Vuelta numero 72. Ancora in terra francese la Nimes-Gruissan, con i suoi 203 chilometri è stato il primo appuntamento per i velocisti del gruppo.

Per tutta la competizione, la condizione di forte vento ha portato le 22 squadre a mantenere in testa i propri leader, onde evitare il pericolo/ strategia di ventagli. Fino all' ultimo chilometro, la situazione è stata quella di gruppo compatto e dunque nessun drappello in fuga. In testa al plotone a fare l'andatura ai meno 80 km, la Bahrain-Merida di Nibali a cui è seguito il forcing del Team Sky unito alla Treck-Segafredo, con frazionamento del gruppo e distacco di una ventina di uomini, prontamente rientrati. Una caduta di gruppo all'altezza del chilometro 60 ha costretto al ritiro Anass Ait El Abdia (UAE) e Javier Moreno (Bahrain Merida). Dopo un curioso stop forzato per la presenza di un passaggio a livello, la corsa è ripartita verso il traguardo volante, dove a transitare primo è stato l'italiano Trentin.

Sul finale il team Sky approfittando di un buco all'interno del gruppo, ha tentato il forcing mientendo tra le vittime i leader Navarro e Nieve. Vittoria di tappa e maglia Roja a Lampaert (Quick-Step): il velocista si è reso protagonista di una splendida azione, dopo aver spezzato gli indugi e creato con altri corridori un gruppo solitario, tra questi i nostri italiani Matteo Trentin che ha chiuso secondo e Modolo quinto.

 
Published in Vuelta 2017
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