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Morcote

Quello del 25 giugno è stato un lungo week-end di sport nella piccola località lucana di Terranova di Pollino. I primi a mettersi in sella, infatti, sono stati i ragazzi dai 7 ai 12 anni impegnati nel “1° Meeting Giovanissimi TPN”, una manifestazione fortemente voluta dalla “Pollino Marathon” che, oltre a ricevere campioni, vuole iniziare a crearne di nuovi. A farsi da esempio di sacrificio, talento e successi, il campione lucano, Domenico Pozzovivo che, nonostante gli impegni professionali, ha deciso di onorare questa manifestazione, consapevole dell’importanza per i più piccoli di essere incitati e indirizzati da chi, come lui, uscendo da una piccola realtà, è riuscito a ricavarsi uno spazio nel mondo dei professionisti.

Sarà stato il ritrovato calore del sud, o la voglia di rimettersi in sella ritrovando il piacere e la calma di una sana pedalata immune dalla pressione agonistica, ma il ciclista lucano, che avrebbe dovuto salutare la manifestazione dopo aver premiato i giovanissimi, non ha saputo resistere alla tentazione di rimanere a Terranova di Pollino e presentarsi in griglia alla “XVII Pollino Marathon”.
In sella ad un mezzo procuratogli poche ore prima della partenza, il capitano dell'AG2r ha preso il via insieme ai 500 partecipanti della manifestazione. Nei primi chilometri ha iniziato a dettare un ritmo forsennato che ha dato filo da torcere agli atleti di testa. Marco D’Agostino si è fatto lanciare da questa azione per poi mettersi subito in testa e condurre la corsa in solitaria. Dopo i primi chilometri di forcing, Pozzovivo ha iniziato a rallentare il ritmo in vista della preparazione che lo vedrà impegnato per i prossimi giri, il “Tour de Pologne” e la “Vuelta”.

La 17ima Marathon del Pollino si è conclusa con un bottino pieno per la Carbonhubo, con Marco D'Agostino vincitore solitario del percorso Marathon e la stella nascente del team bresciano, Francesco Favale in testa alla Gran Fondo di 45 km. Nei giorni in cui la comunità di Terranova ha celebrato Domenico Pozzovivo, reduce dal suo miglior Giro d’Italia e un Tour de Suisse che lo ha visto vincitore di tappa e contendente del podio finale fino all’ultima crono, vedere Favale ancora una volta con le braccia al cielo, ha fatto sognare un po' tutti su una possibile carriera del giovane conterraneo di Pozzovivo.

E’ come sempre in un’aria di festa che si è conclusa la 17ima edizione della Pollino Marathon, un’edizione che non sarà stata un tripudio di numeri ma che ha raggiunto un livello organizzativo e una partecipazione emotiva davvero unici. La presenza di Pozzovivo ha emozionato atleti, accompagnatori e organizzatori. La sua voglia di partecipare è stata l’ennesima dimostrazione che nel ciclismo, come in qualsiasi altro sport, il cuore è ciò che fa la differenza.

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di Valentina Conte
09 settembre 2017
#vuelta

RIOSA (Spagna) - Spettacolo puro come previsto nell'ultima occasione per i leaders, sotto l'occhio impavido del re dei gpm: l'Angliru. La breve frazione (117 chilometri) da Corvera de Asturias all'Alto de l'Angliru, ha deciso vincitore e classifiche della corsa spagnola. Subito dopo il via la strada si è impennata verso la Reigada, con 12 chilometri di salita, seguiti da una discesa ed un lungo fondo valle. Le intenzioni di Contador sono state subito chiare, il madrileno ha piazzato tutti i suoi uomini a chiudere sui fuggitivi, il cui vantaggio non ha mai superato i due minuti. I fuggitivi hanno affrontato il primo Gpm, Alto de Cobertoria, 8 chilometri all'8.6% di pendenza media. Scollinamento a 1.195 metri seguito da una discesa di circa 11 chilometri fino all'imbocco dell'Alto del Cordal, 5.7 km all'8.6%.

Di nuovo scollinamento al chilometro 96, poi discesa resa complicata dalle condizioni climatiche, che ha mietuto diverse vittime. Scatto eccezionale di Contador che si conferma il più combattivo di questa edizione: esce dal gruppo maglia Roja, raggiunge gli uomini in fuga e li sfila uno dopo l'altro. Ai meno 5 km ha già 1' di vantaggio, vuole far sua la tappa rejna con l'Angliru le cui parti più ostiche sono sicuramente i muri al 22% ed al 23%, lasciando sospirare solo negli ultimi 600 metri. Mentre Nibali stringe i denti, Poles e Froome prendono il largo lanciandosi all'inseguimento di Contador, ma il pistolero taglia l'ultimo traguardo di carriera e Froome si consacra leader della Vuelta 2017, davanti al nostro Nibali e a Zakarin. Niente da fare per il nostro Aru, che esce dalla Generale.

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di Valentina Conte
08 settembre 2017
#vuelta

L'ultimo grande Giro si prepara a volgere al termine calando il sipario su di una tappa movimentata e tra le più brevi: 149.7 km da la Caso a Gijón, in cui ha fatto gola la fuga. Diciotto gli uomini al comando: Buchmann, Julien Duval, Nicolas Roche, Matej Mohoric, Jarlinson Pantano Gomez, Rui Alberto Faria Costa, Bob Jungels, Floris De Tier, Trentin, Juan Felipe Osorio, Edward Theuns, Daniel Navarro Garcia, Arroyo, Villella, Ivan Garcia Cortina, Juan Jose Lobato, De Vreese, Van Bilsen.Nonostante l'Ag2r avesse già piazzato un uomo in fuga, un drappello che comprendeva Bardet e Gougeard è uscito dal gruppo per chiudere il gap, lasciando presagire che Bardet, ormai fuori dai giochi per la Generale, volesse tentare la vittoria di tappa. Prima dell'ultima salita sono stati affrontati l’Alto de la Colladona (1ª cat., 7,0 km al 6,8%, 9,5% max), l’Alto de Santo Emiliano (3ª cat., 6,8 km al 4,5%) ed infine l’Alto de la Falla de los Lobos (3ª cat., 4,3 km all’8,2%). Successivamente hanno allungato 4 uomini: Bob Jungels, Nicolas Roche, Bardet e Rui Alberto Faria Costa. Il gruppo dei fuggitivi si è ricompattato e Matteo Trentin non si è fatto scappare il traguardo volante, guadagnando 4 punti. Rompe gli indugi l'asturiano Cortina (Bahrain) mentre Trentin si mette in testa al gruppo per aiutare il compagno Jungels (Quick-Step Floors). Brillante lo scatto del compagno di Vincenzo Nibali, il 23enne riesce a giungere ai piedi dell'ultimo gpm con 1' di vantaggio. L'azione del padrone di casa è stata però annullata. Distaccato invece il gruppo maglia Rossa ad oltre 14'. Ed è in questi frangenti che Alberto Contador ha regalato l'ennesima sua azione. Il pistolero non smette di combattere. Ripreso il quartetto dei fuggitivi, l'arrivo ha premiato il migliore fra i nove uomini a giocarsi la tappa: Thomas De Gendt. La generale resta invariata in attesa della prova del nove di domani: il temuto Angliru.

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di Valentina Conte
08 settembre 2017
#vuelta
 
Suances, 7 settembre 2017 - Dopo i muri al 26% della tappa 17, la Vuelta 2017 ha proposto una frazione adatta alle fughe, ma piuttosto insidiosa. 169 chilometri da Suances a Santo Toribio de Liebana e 4 Gpm racchiusi in soli 70 km. Partenza con un lungo sali e scendi fino al rifornimento al chilometro 86, con diversi strappetti non segnalati come Gpm. Situazione stazionaria sulla prima salita di giornata al chilometro 104 con il Collada de Carmona, 4.8 chilometri al 7.2% di pendenza media. 
Ai piedi della salita, venti gli uomini nel gruppo dei fuggitivi,  il cui vantaggio ha superato gli 11 minuti ai meno 60 km dal traguardo. Discesa di sei chilometri e subito dopo, la carovana ha affrontato il secondo Gpm con il Collada de Ozalba, 6 chilometri al 6.6% di pendenza media. Eccellente il lavoro di Julian Alaphilippe (Quick-Step) che  si staccato ma prontamente riportato sui fuggitivi ai meno 50 km. Dopo una breve discesa ancora salita con il Collada de la Hoz, 7 chilometri al 6% di pendenza media. Qui si è infiammata la corsa per merito di Alberto Contador (Trek-Segafredo) seguito da Fabio Aru, facendo esplodere il gruppo. Anche Nibali ha allungato nei 17 km successivi di discesa. Un esplosivo Contador, che in questa Vuelta sta regalando le ultime emozioni. Arrivati a La Hermida la strada è iniziata a salire fino all'inizio dello strappo finale dell'Alto de Sto, 3.2 chilometri al 6.9%. Froome, dopo le titubanze di ieri, non risparmia la sua frullata assieme ad un indomato Contador, leggero cedimento invece da parte del nostro Nibali. Il belga Sander Armee, il migliore degli uomini in fuga,  porta a casa la tappa 18.
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Ancora una tappa importante quella numero 17 de La Vuelta. L’arrivo sulla salita de Los Machucos ha influenzato la generale con un percorso molto duro. I suoi 180,5 km possono essere analizzati tecnicamente in due parti: i primi 90 km mossi, in cui ha preso il via la fuga con Villella (Cannondale), Alaphilippe (Quick-Step Floors), Daniel Moreno Fernandez (Movistar), Stefan Denifl (Aqua Blue Sport), De Marchi (BMC) e Nielsen (ORICA-Scott). Successivamente la strada è iniziata a salire verso il Portillo de Lunada, gpm di 2 categoria con i suoi 8,3 km. A transitare per primo Davide Villella, che rafforza la sua leadership da scalatore. Dopo lo scollinamento i corridori hanno affrontato una lunga discesa sotto la pioggia e la scarsa visibilità ha causato scompiglio tra i fuggitivi. Qui Nibali ha allungato di alcuni metri, rientrando però nei ranghi. A seguire un tratto in pianura che si è concluso a 30 chilometri dal traguardo, quando si è entrati nel vivo della tappa. Ai meno 6 km uno spettacolare Contador ha provato il colpaccio allungando, ha recuperato tempo metro dopo metro mentre la strada s'impennava a vista d'occhio, riacciuffando tutti i fugitivi a meno di Denifl. Anche Nibali esce dal gruppetto della Roja cercando di recuperare secondi. A portare a casa la vittoria è stato Stefan Denifl (Aqua Blue) dietro di lui uno scatenato Contador a 28". Nibali, giunto assieme a Lopez, Zakarin e Majka a 1'05'', guadagna 42" su Froome. Fabio Aru (Astana) invece scende purtroppo in nona posizione.

 
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di Valentina Conte
05 settembre 2017
#vuelta

LOGRONO - Nella mattinata di oggi, tutti i corridori si sono susseguiti lungo i 40.2 km di circuito, per la consueta ricognizione del percorso. Non hanno preso parte al via due corridori dell'Ag2r La Mondiale: un video anonimo che li immortala mentre fanno traino è diventato subito virale, immediata la reazione della squadra, che decide la loro espulsione. Attesissime le prestazioni dei più forti in questa specialità, ma soprattutto i leaders.La partenza è stata dal "Circuito de Navarra", con i corridori che hanno percorso 6 km all'interno dello stesso circuito, poi uscita da quest'ultimo ed arrivo a Los Arcos, attraverso le località Torres del Rio e Viana. La prima parte si è presentata  totalmente piatta, la fase centrale di crono invece in leggera salita che si è conclusa una volta transitati a Torres del Rio, da qui diverse curve hanno condotto i corridori a Viana. Gli ultimi chilometri sono stati in costante discesa, con lunghi rettilinei fino alla cittadina di Logroño, preceduta da due curve a gomito. Il primo rilevamento cronometrico è stato stabilito al km 13, mentre il secondo al km 27. I corridori si sono susseguiti in ordine inverso alla generale, ma l'attesa più grande è stata per chi ambisce alla Roja. Ottima prestazione per Contador che fa segnare 3 secondi di vantaggio su Tobias Ludvigsson (FDJ) ai meno 13 km, per poi chiudere una ottima ultima crono di carriera e salire in quinta posizione nella generale. Giornata no per Chaves, che scende nono nella generale, ed Aru in settima. Froome al primo rilevamento fa registrare 2" meglio del nostro Nibali, recuperando sempre più fino a superare Kelderman di 29" e Nibali di 57", portando a casa la tappa ed imponendosi su questa Vuelta.

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di Valentina Conte
03 settembre 2017
#vuelta

SIERRA NEVADA (Spagna) - La seconda settimana della Vuelta si chiude con una tappa durissima. Sono stati solo 129,4 i chilometri fra Alca La Real e Sierra Nevada, ma il verdetto emesso al loro termine, è stato severo. Se i primi 57 chilometri sono stati quasi pianeggianti, una volta raggiunta la località di Pinos Genil la strada è iniziata a salire con il GPM di Alto de Hazallanas. Una salita di 16,3 km, con pendenza media del 5,5%, influenzata però da un tratto in discesa. Come previsto la tappa si è rivelata esplosiva sin dalle prime battute: al comando Armee (Lotto Soudal) con 25" sul primo inseguitore Stephane Rossetto (Cofidis), 40" su Trentin (Quick-Step) e 50" su Edward Theuns (Trek-Segafredo). Più indietro a 1'14" un quartetto formato da Steven Kruijswijk (Team LottoNL - Jumbo), Bardet (AG2R), Adam Yates (ORICA-Scott) e Oliveira (Movistar). Infine il plotone a 3'. Subito dopo lo scollinamento, una discesa ha condotto i corridori ai piedi dell’Alto del Purche, e dunque nel vivo della corsa: salita di 8,5 km, con una pendenza media dell’8%. Ai meno 26 km, è partito Alberto Contador (Trek-Segafredo) che con Lopez (Astana Pro Team) hanno ripreso Bardet, il quale non aveva tenuto il ritmo di Yates. Una volta superato il GPM però, la strada è continuata a salire fino al traguardo: 19,3 chilometri con pendenza media del 5,6%. Qui Lopez ha staccato Alberto Contador e Bardet, riprendendo anche Yates e portando a casa la tappa. Uscito al suo inseguimento, Zakarin ha tagliato secondo il traguardo, impondendosi terzo nella generale. Anche Lopez recupera posizioni, scavalcando il compagno Aru.

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di Valentina Conte
02 settembre 2017
#vuelta

Tappa decisiva quella numero 14 de La vuelta'17. Dopo un sospiro di sollievo, i leaders hanno affrontato la Ecjia- Sierra la Pandera, con i suoi 175 km e arrivo in quota a 1.850 metri. Inizio di tappa semplice con lungo falsopiano fino a Lucena, al km 65. Dieci gli uomini in fuga: Majka, Konrad (Bora-Hansgrohe), Gougeard (AG2R), Clarke, Villella (Cannondale), Rui Costa (UAE Team Emirates), De Clercq (Lotto), Luis Angel Mate (Cofidis), Stefan Denifl (Aqua Blue Sport) e Vilela (Manzana Postobon). Poco dopo è iniziata la prima salita di giornata: il Puerto El Mojon, gpm di terza categoria, 8.8 chilometri al 3.7%. Davide Villella è stato il primo a transitare. Breve discesa dal chilometro 85 al chilometro 91, poi rifornimento e falsopiano di circa 50 km fino all'imbocco del secondo Gpm, il Puerto Locubin, 8.5 chilometri al 4.8% di pendenza media. A fare l'andatura non soltanto il team Sky, ma anche Trek, Bahrain- Merida, Katusha e Quick-Step, per ridurre il gap. In cima sono mancati 24 chilometri al traguardo, breve discesa e poi salita finale fino a Sierra la Pandera: 12 km al 7.3% con punte del 13% al chilometro 9 di ascesa. Dopo una spianata, l'arrivo, mentre l'ultima rampa finale è stata dell'8%.
Ai meno 3 km si è formato un quartetto con Nibali, Chaves, Contador e Carapaz, ma lo Squalo si è scatenato partendo più volte. All'ultimo km la situazione si è ricompattata mentre Majka, in fuga dal mattino, è andato a prendersi la tappa: Froome, Lopez, Nibali, Contador, Zakarin, Chaves e Kelderman. Seconda posizione per Lopez, terzo Nibali che prende 4'' di abbuono. La Roja resta sulle spalle del Keniano, ma il nostro Nibali è a soli 55".

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di Valentina Conte
01 settembre 2017
#vuelta

La Vuelta 2017 è giunta alla tappa 13 e oggi è toccato alle squadre dei velocisti lavorare per conquistare la vittoria. Il percorso della frazione odierna, 198,4 km da Coín a Tomares, è stato dunque adatto alle ruote veloci, facendo tirare un respiro di sollievo ai leaders. Ai meno 195 km dall'arrivo sono riusciti ad andarsene in 5 dal plotone. I primi fuggitivi a muoversi sono stati Villella (Cannondale), Gougeard (AG2R), Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e Courteille (FDJ), ai quali si è aggiunto in un secondo momento De Marchi (BMC). La prima metà del percorso è stata abbastanza frastagliata e ha presentato l’unico gran premio della montagna di giornata, l’Alto de Ardales, posto al km 27. A transitare per primo al gpm, una salita di 7,2 km con una pendenza media del 4,3%, Davide Villella (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team) che ha rafforzato la leadership della propria maglia a pois, lasciando poi la fuga. La LottoNL-Jumbo ha dato man forte alla Sky in testa al gruppo, insieme alla Quick-Step del nostro Trentin, controllando il vantaggio dei fuggitivi, mantenendoli sempre al di sotto dei 4'. Dal km 75 un alternarsi di discesa e pianura ha condotto i corridori al piccolo dislivello finale di 3000 metri. In una caduta finiscono a terra Bert-Jan Lindeman (Team LottoNL-Jumbo) e Jetse Bol (Manzana Postobon) che sono riusciti a rientrare, mentre i francesi in fuga hanno perso terreno sulla coppia De Gent- Demarchi. Riassorbiti tutti dal gruppo, la volata è stato un derby tutto italiano: Trentin, già vincitore di 2 tappe, ha avuto la meglio su Moscon, dimostrando in questa vuelta la sua classe.

Published in Vuelta 2017

Alle 13:36 è arrivato lo start ufficiale da Motril per la tappa dodici de La Vuelta. Dopo 2 giorni di pioggia, le temperature miti hanno accompagnato la prima delle 4 tappe andaluse. Il percorso è stato disegnato per alleviare le fatiche della tappa di ieri, che ha visto risalire in seconda posizione della generale Nibali (Team Bahrain Merida). Nella prima parte i corridori hanno percorso 85 km completamente piatti. In questa frazione, si è consolidato il gruppo dei fuggitivi: Edward Theuns (Trek-Segafredo), Jose Joaquim Rojas (Movistar), Pawel Poljanski, Andreas Schillinger (Bora-Hansgrohe), Julien Duval (AG2R), Brendan Canty (Cannondale), Michael Morkov (Katusha-Alpecin), Stef Clement (LottoNL-Jumbo), Jan Polanc (UAE), Tomasz Marczynski (Lotto Soudal), Omar Fraile (Dimension Data), Anthony Perez (Cofidis), David Arroyo (Caja Rural), Peter Koning (Aqua Blue Sport). In seguito i corridori si sono diretti nell'entroterra, raggiungendo Puerto del Leon, 20 km di salita al 4.5%. È stato Jose Joaquin Rojas Gil (Movistar) a transitare per primo dal Puerto del Leon, mentre il vantaggio dei battistrada si è tenuto superiore agli 8'. La seguente discesa, ha condotto alla seconda ed ultima asperità di giornata, il Puetro del Torcal: qui Contador ha sferrato un eccellente attacco. Due cadute coinvolgono Froome sul finale e Contador e Nibali riescono a guadagnare secondi preziosi, mentre Tomasz Marczynski porta a casa la tappa 12.

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