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Morcote

Alle 13:36 è arrivato lo start ufficiale da Motril per la tappa dodici de La Vuelta. Dopo 2 giorni di pioggia, le temperature miti hanno accompagnato la prima delle 4 tappe andaluse. Il percorso è stato disegnato per alleviare le fatiche della tappa di ieri, che ha visto risalire in seconda posizione della generale Nibali (Team Bahrain Merida). Nella prima parte i corridori hanno percorso 85 km completamente piatti. In questa frazione, si è consolidato il gruppo dei fuggitivi: Edward Theuns (Trek-Segafredo), Jose Joaquim Rojas (Movistar), Pawel Poljanski, Andreas Schillinger (Bora-Hansgrohe), Julien Duval (AG2R), Brendan Canty (Cannondale), Michael Morkov (Katusha-Alpecin), Stef Clement (LottoNL-Jumbo), Jan Polanc (UAE), Tomasz Marczynski (Lotto Soudal), Omar Fraile (Dimension Data), Anthony Perez (Cofidis), David Arroyo (Caja Rural), Peter Koning (Aqua Blue Sport). In seguito i corridori si sono diretti nell'entroterra, raggiungendo Puerto del Leon, 20 km di salita al 4.5%. È stato Jose Joaquin Rojas Gil (Movistar) a transitare per primo dal Puerto del Leon, mentre il vantaggio dei battistrada si è tenuto superiore agli 8'. La seguente discesa, ha condotto alla seconda ed ultima asperità di giornata, il Puetro del Torcal: qui Contador ha sferrato un eccellente attacco. Due cadute coinvolgono Froome sul finale e Contador e Nibali riescono a guadagnare secondi preziosi, mentre Tomasz Marczynski porta a casa la tappa 12.

Published in Vuelta 2017

di Valentina Conte
24 agosto 2017
#vuelta #lv2017

SAGUNT (Spagna) - Si è conclusa la sesta tappa della Vuelta, con partenza da La Vila Real, località della comunità valenciana, ed arrivo a Sagunt. Il percorso ha presentato diverse ascese. In totale 5 gpm. I primi 3, tutti di terza categoria, sono stati affrontati nei primi 100 km, con l’Alto de Alcudia de Veo, Puerto de Eslida e Alto de Chirivilla. Negli ultimi 100 km, i due gpm di seconda categoria, Puerto del Oronet e Puerto del Garbi. Tappa lunga e ondulata in cui poteva avere la meglio la fuga (situazione verificatasi), ragion per cui è stato difficile per i fuggitivi riuscire a lasciarsi alle spalle il gruppo: ai meno 182 all'arrivo hanno allungato Terpstra (Quick-Step) e Agnoli (Bahrain Merida), ma niente da fare per loro. Sul primo gpm situazione ancora in evoluzione e dietro ai 21 battistrada si forma un gruppetto di contrattaccanti. Al Km 160, 24 in corridori in testa; fra i nuovi arrivati anche la maglia a pois Villella (Cannondale) che transita per primo al gpm.

 A lavorare per diverso tempo la Sky del leader della generale Froome, nella sua quarta giornata in maglia rossa. Dopo il secondo gpm, tra i fuggitivi prendono margine Monfort e Jungels; gli altri attaccanti provano a chiudere. A 50 km dall'arrivo il numero dei fuggitivi si stabilizza a 21, con un vantaggio superiore a 2'. Contador, che come omaggio alla sua carriera ha il dorsale numero 1, rompe gli indugi nel gruppo ai meno 38 km. Rispondono Froome e Polance, Van Garderen e Betancur sono purtroppo coinvolti in una caduta.

E mentre si screma via via il gruppo dei 21 in fuga, il fuggitivo Tomasz Marczynski (Lotto Soudal) vince la sesta tappa, battendo sul traguardo di Sagunt Pawel Poljanski (Bora-Hansgrohe) e Enric Mas (Quick-Step). Il nostro Vincenzo Nibali recupera nella generale occupando la quarta piazza e sesta per Fabio Aru (Astana).

Published in Vuelta 2017